| Quando all'on. Flavia Perina (Fli) piacevano tanto le veline e la voglia di leggerezza. |
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Sono passati due anni. Quanto basta per cambiare idea non su finanziaria, Presidente del Consiglio, federalismo o legge elettorale. No, no. Sono bastati appena due miseri anni, l'arco di Legislatura fino a questo momento, per far cambiare idea a tante donne, oggi integraliste e femministe impegnate a bruciare tutti i vessilli di uno schiavismo o di una dignità femminile che è lesa strumentalmente nella loro particolare e personale lotta politica. Sono bastati due miseri anni per compiere una giravolta ideologica tanto pericolosa quanto falsa e ipocrita. L'on. Flavia Perina, direttore del Secolo d'Italia, nobile giornale di MSI prima e poi di AN, oggi ufficialmente declassato a succursale dei diari di Marco Travaglio, si è unita e ha indetto la crociata femminista contro il macho italiano che opprime.
Oggi uno stuolo di donne intellettuali, dai salotti élite della stampa, della politica e di certo mondo dello spettacolo, dal loro punto di vista snob lanciano la crociata: Tra queste non poteva non mancare un appartenente a Fli. Ovviamente non lo dico in modo polemico ma è l'evidenza. Quando si tratta di fare polemiche, di alzare i toni, di quasi scontro di piazza, un finiano a caso viene sorteggiato per unirsi, in nome di un CLN del giorno, alla ressa mediatica e all'indignazione fatta passare per popolare o maggioritaria.
Beh, due anni appena direi per cambiare idea. Già. Perché appena due anni fa in un articolo del Secolo d'Italia, appunto, veniva esaltato il mito delle veline, la voglia di leggerezza e, addirittura sentite sentite, la giustificazione terapeutica con tanto di medico interpellato. Uno stralcio, qui sotto, per renderne l'idea e il concetto:
Tu chiamala se vuoi "Voglia di leggerezza", sostiene la popolare Aquila di Ligonchio, se ne sente il bisogno, ossessionati come siamo dalle cattive notizie che, guarda caso, proprio in questi giorni restituisoono immagini angosciose, dal caso Alitalia al crollo delle Borse, dalla sicurezza alla violenza. Per cui non ci stupiamo più di tanto di questa scelta "plebiscitaria" fatta dai telespettatori verso immagini decisamente più rassicuranti. Bando ai falsi moralismi, dunque. Anche perché si è trattato di un programma pulito, le ragazze erano tutte molto graziose e mai volgari, perché Ricci e Greggio hanno capito che la volgarità non paga più. E a chi arriccia il naso e si "scandalizza" del successo oceanico di Veline l'eurodeputato Zanicchi da un consiglio spassionato. "Mi scandalizzano altre belle ragazze, quelle di Alitalia, che l'altro giorno inneggiavano al fallimento della nostra compagnia di bandiera: quelle si che mi angosciano per il bel coraggio che hanno di festeggiare in una simile situazione...». Passando a un punto di vista maschile, non ci stupisce il giudizio prettamente estetico del professor Claudio Risé, psichiatra e attento osservatore dei fenomeni di costume, il quale non scomoda la psicologia del profondo: A volte si ha bisogno di sicurezze. Mettersi seduti davanti alla tv e avere la certezza di vedere tante belle ragazze è indubbiamente piacevole». Anche per lui nella scelta dei telespettatori gioca un ruolo decisivo il fatto che l'evasione dai vari elementi di turbativa che ci circondano. "La contemplazicne della bellezza in questi casi — ci assicura — é terapeutica". Come avrete capito si parla di Veline e dell'enorme successo di questo programma. Veline, esattamente come quelle dell'Olgettina, che avrebbero avuto lesa la loro dignità nell'offrire, ogni sera, il proprio corpo in TV o in un ricevimento serale. Stando che la possibile obiezione da PM non regge neanche un nanosecondo e sarà affossata con la sola imposizione della parola, diciamo pure che forse non tutti sanno che una Velina, ogni sera, per sgambettare guadagna? Ecco, vediamo chi lo sa. Al di là di tutto rifiuto e respingo, pur non essendo donna, lezioni di morali o impostazioni pseudo-tribali come queste manifestazioni organizzate come evento solo mediatico e per darsi un tono o farsi pubblicità. Respingo tutto nettamente al mittente con questo articolo, scovato con gran fatica (chissà perché) e recuperato grazie a un uccellino molto ben addentrato. On. Flavia Perina, lei e la sua fronda propagandistica femminista, siete forse le ultime 'donne' in questo momento a potervi elevare a sacerdotesse della morale. Io da sempre sostengo questa linea, proprio la linea di di questo articolo e non me ne sono mai pentito. Ma trovo pretestuoso e propagandistico, frutto di strumentalizzazione politica, il lancio di una manifestazione nazionale che ricorda altri tempi e che non ha alcun fondamento reale nel nostro stato attuale che è pur sempre uno Stato di Diritto e di Libertà. Checché ne dica lei. Giuseppe Cavallo FONTE: 'VIVA LE VELINE E LA VOGLIA DI LEGGEREZZA' (AMBROSINI ANTONELLA, Il Secolo d'Italia - 20/9/2008, pag. 15).
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