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DIRITTI E GIUSTIZIA. Un grande ed articolato progetto di finanza etica ed economia solidale PDF Stampa E-mail

ICN-NEWS del 19 maggio 2010

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Un grande ed articolato progetto di finanza etica ed economia solidale è la risposta che Forza Popolare dà alla crisi in atto e alla perdita di appeal dell'Italia agli occhi degli investitori sia nazionali che stranieri. La legge del profitto e la liberalizzazione dei mercati stanno mietendo centinaia di migliaia di vittime in disoccupati e stanno facendo saltare il sistema.

Un grande ed articolato progetto di finanza etica ed economia solidale è la risposta che Forza Popolare dà alla crisi in atto e alla perdita di appeal dell'Italia agli occhi degli investitori sia nazionali che stranieri. La legge del profitto e la liberalizzazione dei mercati stanno mietendo centinaia di migliaia di vittime in disoccupati e stanno facendo saltare il sistema pensionistico in una reazione a catena, un effetto domino, che è di vitale importanza interrompere. Mancanza di stipendi significa mancanza di denaro in circolo, mancanza di denaro significa mancanza di certezze.

A che serve una Onlus

Una Onlus come sinonimo di trasparenza, per mantenere volutamente separate azioni e soluzioni avanzate dalla nostra politica di Forza Popolare da chi materialmente interverrà apportando capitali necessari per ridare lavoro e consentire l'impiego e il reimpiego dei disoccupati e cassintegrati. Con Società Popolare Mutuo Soccorso Onlus si inizia un percorso di verifica delle necessità sia delle imprese che dei lavoratori, selezionando con oculatezza le realtà sane e produttive che il panorama economico italiano sarebbe ancora in grado di offrire nonostante tutte le difficoltà contingenti. Ad esse va rivolta fin da subito nostra attenzione perchè un patrimonio fatto di capacità, professionalità, esperienza e risorse umane non vada perduto. Il know how delle imprese, unitamente al patrimonio consistente in personale formato e specializzato, sono tesori da preservare e da difendere dalle conseguenze di scelte, talvolta purtroppo obbligate, ma sempre più spesso invece determinate da logiche di profitto semplicemente immorali che inducono le aziende a chiudere licenziando i dipendenti in Italia e trasferendo gli stabilimenti di produzione all'estero, lasciando in Italia solo un ufficio commerciale. A che serve allora, come esortano da più parti, investire in ricerca e sviluppo quando poi le innovazioni vengono regolarmente trasferite e prodotte all'estero? Quanto prodotto all'estero torna poi però in commercio in Italia, ma non un con prezzo di vendita ridotto. Nonostante il drastico calo di tutti i costi di produzione, il prezzo di vendita rimane lo stesso di prima, consentendo al produttore di aumentare in maniera esponenziale i guadagni. Ecco quindi che vediamo maestranze sui tetti a rivendicare il loro lavoro perchè certi che l'azienda sta chiudendo con commesse assicurate per ancora anni a venire, piccole imprese schiacchiate da una concorrenza sleale patita entro i propri confini nazionali nel nome di un libero mercato che sta riducendo il 60% degli italiani in povertà, IVA da pagare su fatture mai incassate, Istituti bancari che non possono supportare aziende nè privati in crisi di liquidità in quanto in base all'accordo Basilea 2 essi concedono prestiti esclusivamente basandosi sulla capacità di rientro dei loro clienti. E' più gradita, talvolta necessaria, la fidejussione di un pensionato piuttosto che una ipoteca immobiliare di primo grado sulla casa di proprietà. Vero è che la pressione fiscale in Italia è troppo alta, che il costo della politica e dei finanziamenti ai partiti è troppo alto, che l'Italia paga 200.000 euro al giorno di soli interessi sul debito pubblico, che tante sarebbero le misure urgenti e necessarie da prendere e non demagogiche bensì realmente utili (prima fra tutte la corruzione da stroncare, dal momento che la Corte dei Conti ha quantificato in 60 miliardi di euro all'anno l'entità di questa piaga, pagata di fatto dai contribuenti).

L'importanza di finanziare le attività produttive italiane su suolo italiano

Finanziare le attività produttive italiane su suolo italiano, permettere che esse possano mettere in commercio prodotti a prezzo competitivo, garantire gli stipendi ai dipendenti rimettendo in circolo quel denaro che ora non gira più, questa è la nostra mission. In una repubblica come quella nostra Italiana che, ce lo ricorda l'articolo 1 della Costituzione, è democratica e fondata sul lavoro, occorre che il lavoro sia favorito, garantito, assicurato. Occorre che sia al primo posto fra i pensieri delle istituzioni e dei politici. Garantire il lavoro significa garantire dignità e rispetto dei cittadini. Chi permette che essi lo perdano agevolando piuttosto l'uscita o il rientro scudato di capitali dall'estero non vuole il bene della nostra Italia nè il suo progresso.

Come funziona, il sistema Sì Italia:

 Vengono selezionati investitori da una parte, e dipendenti di aziende dall'altra. Gli investitori che decideranno di finanziare una o più produzioni non riceveranno mai meno dello stesso tasso d'interesse bancario che percepirebbero lasciando depositati i loro denari, eventualmente garantiti da una fidejussione dello Stato Italiano o della Comunità Europea. Conosciamo quanto renda un deposito bancario in conto corrente attualmente, e quanto pericoloso sia oggi investire in speculazioni mobiliari. Il sistema Sì Italia pone gli investitori al riparo da scossoni di borsa e permette loro di fare qualcosa di apprezzabile per il Paese, certamente molto più apprezzabile che continuare ad arricchirsi per essi stessi. Pagato quindi il denaro, le strutture, le spese amministrative, gli stipendi, tutto ciò che verrà prodotto attraverso il sistema Sì Italia verrà venduto sul mercato al prezzo di costo. Tutti i prodotti, indipendentemente dal settore merceologico, verranno messi in vendita col marchio Sì Italia. L'acquirente che si troverà a comprare merce prodotta col metodo Sì Italia sarà consapevole che col suo acquisto starà completando l'ultimo atto di una catena virtuosa di solidarietà tutta italiana.

Benefici per lo Stato Italiano

I benefici per lo Stato italiano sono molteplici e di tutta evidenza, il sistema Sì Italia consente in concreto agli italiani di riprendersi dalla crisi, non gravando a causa di tassazioni inevitabili gli uni sugli altri, e potrebbe dunque rimettere in moto l'economia di questa nazione a partire dai commercianti, artigiani e piccoli imprenditori. Per il biennio 2009-2010 lo Stato Italiano ha impegnato 7,5 miliardi di euro (dei quali 5,3 miliardi di risorse nazionali e 2,2 miliardi di risorse regionali) per la cassa integrazione. Poichè la crisi è sistematica sappiamo che, nonostante le deroghe aggiuntive, i cassintegrati sono in massima parte destinati a divenire disoccupati, questa cifra sarà da considerarsi non certo un investimento che darà un ritorno, ma completamente perduta e senza possibilità di recupero alcuna, ad esempio per pagare pensioni di anzianità. Con il metodo Sì Italia invece lo Stato Italiano potrebbe ridurre in maniera sostanziale la spesa per la cassa integrazione, favorendo invece il rientro al lavoro dei disoccupati e cassintegrati i quali a loro volta concorrerebbero a formare nuovo reddito imponibile e nuovi fondi necessari per le pensioni. Lo Stato Italiano potrebbe impiegare certamente in maniera produttiva diversi miliardi di euro ogni anno, con beneficio di tutti.

 
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