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Presentato oggi a Milano il nuovo partito Forza Popolare PDF Stampa E-mail

LIBEROREPORTER del 29 gennaio 2010

Presentato oggi a Milano il nuovo partito Forza Popolare

http://www.liberoreporter.it/NUKE/news.asp?id=4683

I preoccupanti aspetti globali della crisi economica che stiamo vivendo ci stanno facendo constatare il totale fallimento del modello di efficientismo e apparenza che ha caratterizzato la società negli ultimi anni : sul lavoro, nel tempo libero, nelle relazioni interpersonali, siamo sollecitati ad uno sforzo sfrenato volto soprattutto ad aumentare la nostra produttività, grazie anche al supporto di una tecnologia che supera continuamente se stessa in ogni campo.
Forza Popolare, nuovo movimento nazionale d'opinione e politico, vuole concentrare la sua attenzione soprattutto sui problemi della gente comune, su chi non arriva alla fine del mese, sulla tragedia dei precari che vedono compromesso il loro futuro e sentono di non avere alternative, sugli insegnanti che perderanno il posto di lavoro a causa dei tagli inflitti alla scuola; insomma, su tutti coloro che, nonostante le divisioni interne e i pessimi segnali forniti negli ultimi mesi ai cittadini vogliono ritrovare una società a misura d’uomo.
Mai come ora è giustificato l’allarme. Assistiamo a segni inequivocabili di disfacimento sociale quali perdita di senso civico, corruzione pubblica e privata, disprezzo della legalità e dell’uguaglianza, impunità per i forti e costrizione per i deboli, libertà come privilegi e non come diritti. Quando i legami sociali sono messi a rischio, non stupiscono le idee secessioniste, le pulsioni razziste e xenofobe, la volgarità, l’arroganza e la violenza nei rapporti tra gli individui e i gruppi. Preoccupa soprattutto l’accettazione passiva che penetra nella cultura causata da una incipiente legittimazione di avvilimento dei principi costituzionali. Non sono difetti o deviazioni occasionali, ma segni premonitori su cui si cerca di stendere un velo di silenzio, un velo che forse un giorno sarà sollevato e mostrerà che cosa nasconde, ma sarà troppo tardi. In troppi si dimenticano inoltre che fuori dalla nostra penisola vivono e lottano ogni giorno per tenere alto il valore dell'Italia, milioni di cittadini italiani che non solo non si sentono rappresentati, ma che si vedono negare troppo spesso dei diritti fondamentali pur essendo sempre disposti ad esercitare al meglio i loro doveri.
In questo desolante panorama aggravato dalla più grave crisi mai manifestatasi, nessun partito può considerarsi tale se non consente democrazia al suo interno e se i suoi rappresentanti non sono eletti direttamente dal popolo. Attualmente una personalizzazione impersonale e irresponsabile caratterizza la politica italiana, una pseudo-democrazia mediatica, affollata di volti e nomi noti e visibili che, tuttavia, ha ridotto e quasi abolito la possibilità, per gli elettori, di esprimere scelte e preferenze "personali" considerato che ormai la costruzione delle rappresentanze politiche e parlamentari è un fatto praticamente esclusivo dei partiti, ridotti ad una ristrettissima elite di gruppi dirigenti. A questo si aggiunge che fino a quando i giornali saranno "politicizzati" e "sovvenzionati dai partiti" credo che ci troveremo sempre di fronte a una informazione deviata!
Il riassetto del sistema sanitario pubblico, perseguito anche da numerosi altri paesi dell'UE, si colloca peraltro all'interno di un processo di riconfigurazione organizzativa che investe tutto il sistema della pubblica amministrazione, orientato da un principio guida quale l'equità nella fruizione dei servizi e nel loro finanziamento e da due criteri ordinatori, quali la managerialità nella gestione del servizio e la regionalizzazione del sistema.
Nel settore della sanità occorre fra l’altro perseguire l’attivazione della medicina di gruppo, capace di assicurare in poliambulatori sempre aperti una serie di cure primarie (medici di famiglia, pediatri di libera scelta, specialisti, Guardia medica) che diano ai cittadini la sicurezza di essere sempre assistiti senza bisogno di recarsi al Pronto soccorso dell’ospedale attivandomigliori servizi a costi minori.
La malasanità non è un’invenzione giornalistica, ma una preoccupazione reale di pazienti sempre più insofferenti all’errore. Nel 48,2% degli articoli che contengono l’indicazione di un soggetto responsabile di fatti rilevati viene chiamato in causa il fattore umano, mentre nel 33% degli articoli la responsabilità è attribuita alla struttura sanitaria genericamente. C’è bisogno, ancora, di un gran numero di professionisti del settore che lavorino esclusivamente nel pubblico, nonché di un servizio di emergenza territoriale efficiente che tramite centrali operative e collegamenti informatici coordini le disponibilità di posti letto delle strutture pubbliche e lo smistamento dei pazienti “urgenti” in queste strutture.
Non si possono d’altra parte ignorare le rilevanti trasformazioni avvenute negli ultimi anni in medicina sia di natura tecnicoscientifica, ma soprattutto culturale con una imperante richiesta di garanzia alla salute, anche se il Sistema sanitario, ricordiamo, può garantire solo una buona prestazione per la tutela della salute del paziente e non la sua immortalità.
Spesso non c’è più domanda sanitaria, ma mercato sanitario: si insinuano forze esterne per condizionare determinate scelte nel tentativo di ridurre le spese e ottimizzare le risorse oppure per forzare verso un certo consumismo con informazioni orientate. In questo senso la spesa sanitaria non deve realizzare il maggior beneficio al minor costo, deve invece realizzare benefici anche solo probabili al costo che risulta indispensabile o almeno in funzione delle risorse disponibili.
L’introduzione di trattamenti moderni, con minori effetti collaterali e con costi più contenuti rispetto alle cure tradizionali è una sfida che la politica dovrà affrontare in breve tempo.
Anche gli italiani all’estero si attendono dal Parlamento Nazionale il rispetto di un’etica politica che risponda puntualmente alle promesse fatte all’elettorato e a un genere di rappresentanza che assuma le dimensioni di servizio dovuto alla collettività che e non sia soggiogato dalla strumentalizzazione del voto per fini di interessi partitici.
Quando diventa necessario essere flessibili ed adattabili, non per proprio piacere, ma per la sopravvivenza del proprio impiego, quando un lavoratore, per motivi che rispondono esclusivamente a leggi produttive o di mercato, è declassato o non si vede riconosciuto nelle proprie attitudini, questi subisce, sul piano psicologico, nella sua configurazione identitaria, un vero e proprio trauma, spesso sottovalutato se non del tutto ignorato: l’identificazione lavorativa, l’autostima, il sistema delle sue motivazioni, l’organizzazione delle sue personali sicurezze vengono meno. Ciò crea una “situazione sociale marcata dal malessere del lavoro, dal timore di perdere il proprio posto di lavoro e non poter tornare ad avere più una vita sociale, e di dover impegnare la vita solo nel lavoro e per il lavoro, con l’angoscia legata alla coscienza di un’evoluzione tecnologica che non risolve le necessità sociali. È un processo che rende precario tutto il vivere sociale.
Forza Popolare si impegna quindi a riportare nella società e nella Politica la pratica dell’ascolto, la cultura dell’attenzione e l’etica della solidarietà e per questo ci impegniamo ad agire per una politica che diffonda la conoscenza, sviluppi la cultura, protegga l’ambiente, promuova un’equa redistribuzione delle risorse economiche, realizzi le libertà individuali, concretizzi una rete di solidarietà sociale efficace e condivisa.
Recita un proverbio del Kenya: "Se vuoi arrivare primo, corri da solo. Se vuoi camminare lontano, cammina insieme". Solo insieme possiamo farcela.

Andrea Mazzoleni, Forza Popolare

 
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